P.zza Principe di Piemonte 3/A - Ronciglione (VT)
info@residenzaprincipedipiemonte.it
Prenota Adesso
Itinerari
ITINERARI: LA TUSCIA E LE SUE BELLEZZE

L'antica Etruria, chiamata anche Tuscia, si estende su circa 3.600 chilometri quadrati tra Roma, la Toscana e l'Umbria. E'una terra integra e accogliente, con spazi aperti e incontaminati borghi medievali. Ovunque, dai monti al mare, si possono ammirare gli splendidi esempi di un immenso patrimonio monumentale, unico e irripetibile, con una miriade di necropoli etrusche, rovine romane, castelli, chiese e palazzi che rivelano l'importante evoluzione culturale e artistica vissuta da questa terra nel corso dei secoli.

Il lago di Vico, nei pressi di Ronciglione e foreste dei Monti Cimini, circondato da alberi di nocciole che sono da secoli la ricchezza della zona, è la più "naturale" di questa parte del Lazio, ed è protetto da una vasta riserva naturale. Bei sentieri a piedi, in bicicletta, o a cavallo zigzagando nell'area protetta. Praticate il "birdwatching", nelle cabine o in canoa, per avvicinarsi in silenzio assoluto nei canneti dove si possono ammirare germani reali, alzavole, mestoloni e altri numerosi uccelli.

Il vulcanismo del Lazio regala manifestazioni endogene anche spettacolari sotto forma di sorgenti di acqua calda, è il famoso Bullicame di Viterbo, menzionato anche da Dante, con acqua superiore ai 60 gradi. Oggi, oltre ai trattamenti vari, troverete vari centri benessere per chi sta cercando di disintossicarsi, combattere lo stress e coltivare la bellezza. L'area termale di Viterbo si integra con le montagne verdi dei Cimini, la riserva naturale del lago, dove si può godere della serenità e di tutti i benefici di un bagno caldo.

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un'opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri. Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell'erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all'italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d'acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico "boschetto" facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che altenò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.
"A Bomarzo la finzione scenica è travolgente; l'osservatore non può contemplare perché vi è immerso, in un ingranaggio di sensazioni, capace di confondere le idee, di sopraffare emotivamente, di coinvolgere in un mondo onirico, assurdo, ludico e edonistico". (Bruno Zevi, Barocco Illuminismo, Roma, 1995)

Villa Lante, a pochi km. di distanza da Ronciglione a Bagnaia (VT) è sicuramente una delle perle dei tesori d'arte d'Italia. Con il suo parco che si estende per circa quattro ettari, è stata costruita alla fine del 4° secolo, ma raggiunse il suo periodo trionfiale con l'attuazione del suo "giardino" di Jacopo Del Duca intorno al 1560. Si tratta di una serie di splendidi edifici, fontane e tre terrazze monumentali in progressione fino ad un'altezza di 16 metri.

Palazzo Farnese, domina la cittadina di Caprarola, è stato costruito da Jacopo Barozzi, così chiamato il Vignola, e commissionato da Papa Farnese Paolo III. La pianta dell'edificio, progettata da sezioni pentagonali, era la residenza della famiglia, per gli ospiti e per il pubblico per i ricevimenti vari. Il cortile è un cerchio perfetto e la bellissima Scala Regia di forma ellissoidale, al fine di consentire l'accesso anche ai carri sino ai piani superiori. Tutte le stanze interne sono riccamente affrescate e arredate e ognuna ha un suo nome: Giove, Primavera, Solitario, fino a trovare quella che esalta la Casa Farnese, la Sala dei Fasti Farnesiani.

Viterbo, ha una grande area centrale con le mura della città medievale, circondata da quartieri moderni, tranne che nel sud-ovest, in cui si trovano i siti archeologici e termali (necropoli di Castel d'Asso, fonte del Bullicame). Viterbo è conosciuta come la "Città dei Papi", infatti, nel XIII secolo, il papato è stato insediato per circa 24 anni ed il Palazzo dei Papi di Viterbo ha ospitato inoltre l'elezione di diversi papi e anche la loro vita quotidiana

Civita di Bagnoregio, abitata da una decina di persone e situata in posizione isolata, è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965[1]. Il ponte può essere percorso soltanto a piedi, ma recentemente il comune di Bagnoregio, venendo incontro alle esigenze di chi vive o lavora in questo luogo, ha emesso una circolare in cui dichiara che, in determinati orari, residenti e persone autorizzate possono attraversare il ponte a bordo di cicli e motocicli. La causa del suo isolamento è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, per questo chiamata anche "la città che muore" o, più raramente, "il paese che muore". Civita venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi. Sorge su una delle più antiche vie d'Italia, congiungente il Tevere (allora grande via di navigazione dell'Italia Centrale) e il lago di Bolsena.
All'antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi la porta detta di Santa Maria o della Cava, costituisce l'unico accesso al paese. La struttura urbanistica dell'intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l'uso etrusco e poi romano, mentre l'intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Numerose sono le testimonianze della fase etrusca di Civita, specialmente nella zona detta di San Francesco vecchio; infatti nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco vecchio è stata ritrovata una piccola necropoli etrusca. Anche la grotta di San Bonaventura, nella quale si dice che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura, è in realtà una tomba a camera etrusca. Gli etruschi fecero di Civita (di cui non conosciamo l’antico nome) una fiorente città, favorita dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo.

I PRINCIPALI INSEDIAMENTI ETRUSCHI

TARQUINIA 1)
- NECROPOLI ETRUSCA DI MONTEROZZI
- MUSEO NAZIONALE ETRUSCO
- ACROPOLI: I resti del Tempio "REGINA ARA"

VULCI 2) - MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO (Castello di Badia)
- NECROPOLI DEL PONTE ROTTO (Le tombe di François)
- ACROPOLI (Parco Archeologico)

TUSCANIA 3)
- MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO
- NECROPOLI DELLA VERGINE OLIVA (Tomba della Corona, Tomba della Regina)

VITERBO 4)
- MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO
- SCAVI DI FERENTO

BOLSENA 5)
- MUSEO TERRITORiale del lago di Bolsena
- SCAVI DEI VOLSINII

CIVITA CASTELLANA 6)
- MUSEO ARCHEOLOGICO DELL'AGRO FALISCO
- SCAVI DI FALERI NOVI

SUTRI 7)
- ANFITEATRO E PARCO ARCHEOLOGICO

NORCHIA 8)
- LA NECROPOLI con tombe di rocce nel fiume Pile

CASTEL D'ASSO 9)
- LA SUGGESTIVA NECROPOLI DI CASTEL D'ASSO (VT)(VT)

BARBARANO ROMANO 10)
- LA NECROPOLI DI SAN GIULIANO, Marturanum Park

carta_tuscia

 
affreschi-tarquinia

print

mappa luoghi
mappa